Quel posto
Ci sono notti in cui ci si rilassa chiudendo gli occhi e altre in cui non si può non tenerli aperti.
Ci sono notti in cui ci si rilassa chiudendo gli occhi e altre in cui non si può non tenerli aperti.
Questa volta la premessa serve soltanto a dire che ciò che segue è il prequel della premessa stessa. La fine di questa giornata: imperfetta come ogni giorno deve essere.
Ogni tanto mi ricordo che i sentimenti non scompaiono nel nulla e che, con la giusta persona, riescono ancora a far capolino facendomi ricordare ciò di cui ho bisogno per non accontentarmi della brutta copia di qualcosa che credevo ormai oltrepassato.
Non sono neanche mai stato fotogenico e non ho mai avuto un buon rapporto con fotocamere e specchi, anche se…
Nulla di nuovo da raccontare, ma nulla uguale ai giorni precedenti. Siamo volubili anche se non ce ne rendiamo conto. Siamo alberi mutevoli in base alle stagioni, ci rendiamo conto del tempo che passa soltanto a distanza di tempo. Solo a distanza di tempo.
Non nego che spesso mi sia sforzato di trovar parole per quel giorno e, ancor più spesso, ci sia arrivato in condizioni che non avrei voluto, ma quest’anno è diverso perché sento qualcosa nell’aria, ma non sento le catene di un giorno che, forse, non sentirò mai mio fino in fondo.
Si può restare colpiti da un aspetto poco ordinario, da un modo di vestirsi poco ordinario, da un atteggiamento poco ordinario o, come in questo caso, da una mente assolutamente non ordinaria.
Quanto dura un brutto ricordo? Da cosa dipende questo tempo? Può avere una scadenza? Un ritrovamento di qualche anno fa mi ha fatto ripensare a un concetto al quale, nonostante varie esperienze di vita vissuta, non avevo mai dato la giusta importanza (forse).
Almeno una volta nella vita abbiamo sentito dire “vendere l’anima al diavolo” e, nella maggior parte dei casi, non ci si sofferma neanche sull’ipotesi di poterlo fare davvero. È stato così anche per me fino a quando, appena adolescente…
Ognuno è figlio di qualcosa, oltre che di qualcuno. Ho sempre cercato di “generalizzare” qualcosa di estremamente personale, ma non è giusto. Quando scrivo per me parlo di me, non di una miriade di altre anime a me lontane e sconosciute.